mercoledì 10 giugno 2015

Distintivo pel P.S.D'Az Fatto coniare da Oggiano nel 1943 e custodito a dalla famiglia Marotto di S. Sperate
Carla Puligheddu , in articolo  apparso qualche giorno fa sulla Nuova Sardegna, pone la domanda : IL Partito Sardo D’ Azione , ha ancora ragione di esistere?
Oggi, le risponde Prof. Manlio Brigaglia, che conosco personalmente per avere assistito a delle sue conferenze , in una delle quali affermò:” LA POLITICA NON È CAMBIATA PERCHÉ IN REALTÀ SIAMO GOVERNATI DA UOMINI CHE HANNO CAMBIATO SIGLA MA NON LE IDEE” aveva ragione! Parla di diversi Partiti Sardo d’Azione , intendendo forse il modo di governarlo, le varie contraddizioni che purtroppo ancora lo caratterizzano, ma la parola che pare ancora faccia impressione è: INDIPENDENTISMO. Questa parola è veramente brutta?  O assume un significato diverso di volta in volta a secondo di come la si usa? Michele Columbu a questo proposito diceva: Si separa il bene dal male, la farina dalla crusca , un bimbo nascendo si separa dalla madre perché possa vivere ecc..ecc.. quindi questa parola è segno di vita.
 Noi chiamiamo Sardismo ciò che in altre parti del mondo ha un nome diverso, ma sempre ha come obiettivo la liberazione della tirannia. Naturalmente, per far questo, è necessario però CONOSCERCI , SENTIRCI ED UNIRCI… Carla Puligheddu afferma che il CONGRESSO chiarirà e risponderà alle tante domande. Mi torna in mente il giorno, tanto tempo fa che entrai a Partito nella sede di via Roma a Cagliari per la prima volta,  intorno al grande tavolo  c’ erano Carlo Sanna, Italo Ortu Michele Columbu e Mario Licheri, tristi,  pensavano cosa potessero fare per cambiare le cose. Mario Licheri riassunse tutto in una frase di cui fu fatto un manifesto: O SARDISTI O SERVI . Con una ingenuità disarmante dissi: Cosa ci vuole? Basta scendere per strada e parlare con la gente! Michele Columbu sorrise. Sono convinta sia ancora così. Il Partito non è una clausura con suorine silenziose raccolte in preghiera, preferisco pensare a un pastore che lascia aperto il recinto, e se necessario, esce per andare in cerca della pecorella smarrita. Non so se il prof. Brigaglia leggerà questo mio pensiero, io,  continuo  a essere l’ ingenua di sempre, ma resto convinta che i vari Gandolfo di turno sbarcano con l’unico intento di continuare la desertificazione della Sardegna per farne ciò che più gli fa comodo,  noi a essere madri di figli tipo esportazione, una sub-colonia che continuano a dividere come carne da caccia. Anna Maria Cherchi

CAGLIARI TRAMONTO 9 GIUGNO 2015